Maria Luisa Pavanini  

È una pittura del silenzio quella di Lorenzo Vale, una pittura dove cose, animali e piante stanno in armonia.

L’interesse e la conoscenza della storia dell’arte hanno portato l’artista a sviluppare, con una tecnica ad olio, una pittura rigorosa, nutrita di citazioni non solo dell’arte del Rinascimento veneziano, scoperto ed amato durante il giovanile soggiorno lagunare, ma anche di artisti del Novecento come De Chirico, Savinio, Morandi.

Nella mostra a lui dedicata, emerge in tutte le opere, insieme a una gioia di vivere e una serenità radiosa, una tersa montana luminosità. Alcuni dipinti mostrano fiori colorati, animali, conchiglie, palle dai colori contrastati, tutte in primo piano, altri distendono e dilatano nella profondità dello spazio indefinito animali e cose.

Nelle opere relative agli anni 2011-14 sembra -soprattutto nel tondo carico di simboli e di natura fiorita- che l’artista senta l’urgenza di inserire ogni sorta di visioni che si accavallano e si intersecano nella mente senza riuscire a dar loro una priorità.

Il nostro sguardo scorre sulle tele ora catturato da una palla arcobaleno ora da una teoria di animali che sembrano usciti dalle preziose tavole quattrocentesche di Gentile da Fabriano o Pisanello.

Immagini, ricordi, sogni si incrociano e sovrappongono o si distendono nell’ampio respiro, opere profonde segnate da un limpido colorismo e da simboli che si affollano nella mente. Una spazialità senza confini sottolineata dai sentieri infiniti della fantasia.

Sicuramente un lungo e sofferto percorso meditativo ha portato l’artista a queste rasserenanti visioni dove, sul bagliore furtivo di uno sguardo felino, prevalgono alberi carichi dei frutti e dei fiori di tutte le stagioni.

Venezia appare lontana all’orizzonte, immagine della memoria, sbiadita e avvolta dalla nebbia; pregnanti, urgenti in primo piano sono vivaci sfere con l’arcobaleno e una bambina, un roseo futuro.

‘La pittura del Silenzio di Lorenzo Vale’ di M. L. Pavanini, testo redatto in occasione della mostra presso la Galleria Arkè di Venezia