Ivan Buttazzoni

L’opera pittorica di Lorenzo Vale ha come fulcro il tema della Natura, come ben raffigura il suo ciclo di opere intitolato Il giardino segreto.

Il giardino segreto è il piccolo mondo interiore e selvatico di Lorenzo Vale, popolato da piante, animali, presenze; fiori, uccelli, piante rigogliose e animali affollano questi dipinti in modo vitale ed estremamente lussureggiante.

L’intimo e travolgente rapporto di Lorenzo Vale con la Natura, con le piante, i fiori, gli animali, ricorda da vicino alcuni aspetti della poetica e della sensibilità di Frida Kahlo. Anche Frida Kahlo coltiva il suo giardino segreto attraverso la pittura. Lorenzo Vale e Frida Kahlo sono assai talentuosi nel raffigurare la presenza possente degli elementi naturali nell’animo di un artista.

Possiamo avvicinare i dipinti di Frida Kahlo Pensando alla morte (1943), Il piccolo cervo (1946), Autoritratto con collana di spine (1940), agli affollati Giardini segreti di Lorenzo Vale. La sensibilità per la Natura trascende lo spazio ed il tempo e connette artisti apparentemente così diversi. Frida Kahlo è una audace e persistente auto-ritrattista, ella è il centro del suo mondo interiore, e si raffigura come tale.

Lorenzo Vale è assente dalle sue opere, sfugge, si nasconde, egli è il demiurgo invisibile che esibisce in sua vece una parata di piante e animali coscienti e senzienti, vivi e pulsanti nella carne, eppur spirituali. Frida Kahlo è talmente appassionata della Natura da raffigurare se stessa come pianta in Radici del 1943, e come animale in Il piccolo cervo del 1964. Lorenzo Vale lascia che siano le piante e gli animali ad esprimersi autonomamente, in modo esuberante e trasgressivo. Il soggetto umano è spesso assente nei suoi dipinti. Soprattutto è mancante la pratica dell’autoritratto, che caratterizza altri Maestri come Rembrandt, Egon Schiele e Frida Kahlo.

Lorenzo Vale non vuole apparire come personaggio sulla scena della sua pittura, e l’essere umano è “ciò che manca”. Eppure il senso, la ragione ed il sentimento sono ben presenti nei quadri di Vale.

Essi sono veicolati da presenze animali e vegetali che hanno la forza di un ritratto umano, e come tali sono trattati. Se il simbolismo è un movimento estetico ed una poetica volti ad esprimere lo spirituale nella forma, esistono tangenze tra il simbolismo storico e l’opera di Lorenzo Vale.

Vale apprezza Odilon Redon, la sua poetica dell’onirico, la sua sensibilità per l’oltre-umano. Ed è appunto un “altrove” rispetto all’umano ciò che è così presente nei dipinti di Lorenzo Vale. Pur ospitando fattezze umane, dipinti come Orfeo 1913, Testa di un martire 1877, La morte verde 1905, hanno tanto della sensibilità verso lo spirito e verso l’oltre umano, caratteristica di Lorenzo Vale. La vicinanza è ancora più evidente ne Il ghigno del Ragno 1881, sempre di Redon. Si tratta di una passione per il sottile, l’impalpabile, il non trasponibile in modo chiaro ed evidente in parola ed in pittura. L’immagine in Lorenzo Vale è un pretesto e un riferimento alle dimensioni sottili che sono presenti seppur invisibili. Questo è il fascino proprio della pittura di Lorenzo Vale, che lo avvicina alle percezioni ultramondane dell’estetica profonda del simbolismo. Il simbolismo è un modo di percepire una realtà al di là della materia e dei sensi, e di suggerirla attraverso l’arte. Tale realtà immateriale è “ciò che manca”, un’assenza presente e discretamente persistente nell’opera di Vale.

Ivan Buttazzoni, Il Giardino Segreto di Lorenzo Vale