Questo incontro avviene in un pomeriggio di agosto presso la Stamperia d’Arte Albicocco di Udine, in via Ermes di Colloredo. È qui che Corrado e il figlio Gianluca collaborano per creare delle meravigliose stampe a partire da incisioni ogni volta diverse realizzate da artisti anche lontani per sensibilità e stile.
Lorenzo Vale lo raggiungecon un taccuino dove raccoglie appunti, impressioni e idee che scaturiscono naturalmente da un dialogo serrato e trasparente fatto di domande e risposte che si combinano per dare luogo a uno scritto-questo, che assume la veste di un’intervista.
Le parole dello Stampatore a proposito del lavoro grafico dell’Artista, le suggestioni di quest’ultimo a proposito del mestiere del primo, attimi di vita artistica vengono fissati in diretta in un testo che appare semplificato, ma tenta di rendere manifesto uno scambio di ideeche ha toccato diversi argomenti e reso più compatto il dialogo frammentario avvenuto in Stamperia.
La conversazione prende avvio con struggenti, fulminanti e bellissimi ritratti di artisti che Corrado Albicocco ha conosciuto nel tempo, da Tremlett a Isgrò, da Vedova a Pizzi Cannella, da Velasco a Frangi e Pignatelli e continua per circa un’ora, il tempo di cogliere alcuni degli aspetti più importanti della poetica artistica di Lorenzo Vale, che si divide tra Pittura e Grafica.
È un confronto a viso aperto, dove la paura di dire verità scomode lascia il posto a momenti di confidenza; si tratta di una regola non scritta, una confidenza stabilita tra pari, come quando Lorenzo parla della mancanza d’avventura nella sua vita, tutto sommato stanziale, la vita di “chi resta”, (il viaggio a N.Y. risulta per lui il massimo, il resto è una vita in bianco e nero, ma sono i colori neutri e bellissimi della vera calcografia).
La domanda d’avvio viene posta da Lorenzo che chiede a Corrado una chiave di interpretazione delle sue incisioni, in termini poetici, tecnici e psicologici;Corrado gli risponde che in un artista ha sempre trovato interessante, fondante, l’impegno e la devozione al lavoro, e, insieme, la sua passione per la tecnica, per il “saper fare” concretamente quello che ha in mente.
Ed è probabilmente da questa affermazione, che inizia il colloquio, che prosegue conCorrado Albicocco che afferma: “Mi ricordo quando ci siamo conosciuti la prima volta, nell’aprile del 2007 a Udine: tu avevi vinto un premio alla Bevilacqua la Masa di Venezia ed entrasti in Stamperia per chiedermi di realizzare un’acquaforte per ricordare quell’evento…Una visita inattesa…”
Lorenzo Vale: “Si, è proprio così. Ero felice per quel premio insperato, ma poi ero anche curioso di vedere la Stamperia d’Arte, il luogo dove lei svolgeva da anni questo mestiere raro, con gli artisti più importanti del panorama nazionale. Ricordo che avevo solo una vaga idea dell’incisione da realizzare, ma ero sicuro di trovarmi nel posto giusto.”
Corrado Albicocco: “Mi avevi portato dei disegni e delle pitture, mi ero trovato di fronte a un artista che immaginava per figure, e così ti donai un catalogo di Gianfranco Ferroni, un pittore del realismo esistenziale. Pensai che ti potesse aiutare. Ti confido che ancora adesso osservo le sue stampe e rifletto sul suo metodo di lavoro, così fine e rigoroso, capace di rendere il chiaro-scuro e i toni per aggiunta di segni ordinati e “acidature e coperture” successive…Un maestro che poteva esserti da esempio, che avresti sicuramente amato perché i suoi spazi gravidi di silenzio, le sue figure immobili mi ricordavano alcune tue composizioni.”
Lorenzo Vale: “certo, è stato un libro che ho molto consultato, insieme a un catalogo di Klinger, perchépoco tempo dopo a Udine c’era una mostra delle incisioni di Max Klinger, l’artista tanto amato da de Chirico, ene abbiamo discusso perché lì c’era non solo una tecnica preziosa, formidabile, ma anche un soggetto che mi interessava, pregno di simboli e ironia e abbiamo cominciato a fare delle acqueforti, e lei mi ha invitato a esporle a Urbino…”
Corrado Albicocco: “a Urbino, la mia città, dove c’è la Casa Natale di Raffaello -ma non trovi strepitosi i disegni di Raffaello? esclama in modo istintivo Corrado- c’è anche la Scuola di Grafica che mi ha formato; qui la creatività veniva sicuramente premiata, ma gli insegnanti di Calcografia facevano molto riferimento alla tecnica tant’è vero che uno degli artisti più amati e ammirati era Leonardo Castellani, un incisore capace di dare profondità alle immagini, ai paesaggi, alle nature morte solo con un segno obliquo -non intrecciato- e agendo solo “per coperture successive”. Ecco: prediligo molto il “versante” tecnico, l’abilità con cui l’artista dà forma alle sue idee nelle lastre di zinco o rame che incide; è una forma mentis che ho acquisito dai miei maestri stampatori durante il mio periodo di studio a Urbino
Lorenzo Vale: “Penso sia nell’aria questo amore per la tecnica in una terra che ha ospitato Piero della Francesca, Giusto di Gand e Francesco di Giorgio Martini, solo per fare alcuni nomi. A Urbino il Rinascimento ebbe una vera inclinazione per la matematica… Al contrario delle mie opere, che nascono dall’emozione, e sono lontane da norme e principi fissi…E, a proposito,cosa le comunicavano le prime incisioni che realizzai in Stamperia?”
Corrado Albicocco: “mi piacevano perché le trovavo metafisiche… Mi ricordo bene questi “contenitori” dove si intravedevano degli oggetti familiari, magari simbolici,di una complessità ricca e profonda. Ne scrisse Francesca Agostinelli e parlò di “un segno che definisce forme nettamente stagliate e pazientemente rilevate con tratteggio fine”;di “immagini che rimandano ad altro innescando nel riguardante smottamenti profondi e incontrollabili. Straniamenti derivanti da presenze impreviste e improprie, da associazioni che sovvertono l’ordine certo di ciò che nel domestico ci circonda e rendono ogni brano dell’artista un’allerta…”
Lorenzo Vale: “Francesca Agostinelli vide in quei fogli la mia nuova stagione artistica, la seconda o la terza… E gliene sono grato. La sua vicinanza a Udine mi ha aiutato a esporre i miei lavori con soddisfazione. E lei,Corrado mise a fuoco il lavoro di “questo”artista a partire dalle sue pitture, che potevano essere tradotte in incisioni acquisendo un nuovo senso. E lo ha fatto affiancandomi e sollecitandomi, in modo gentile; ho notato che lei non si pone mai al di sopra degli artisti che incontra e neppure guarda dall’alto le loro opere… Le osserva invece con una curiosità che lascia meravigliati!”
Corrado Albicocco: “avevo capito che l’unicità del tuo lavoro si manifestava tanto nella pittura quanto nella grafica, e che eri un artista che poteva realizzare delle buone incisioni se trovavi anche il tuo medium adatto. A mio parere non la puntasecca o il carborundum-che pure hai usato- ma l’acquaforte…. ci sono tante tecniche all’interno della calcografia -la puntasecca, la cera molle, la maniera nera, la maniera zucchero,la xilografia(e sono dei nomi poetici fantastici!Un genio chi li ha inventati!), mal’acquaforte poteva esserti congeniale, darti tante soddisfazioni, e così è stato!”
Lorenzo Vale: “E’ un’osservazione non da poco, dato che sino ad allora nessuno mi aveva dato queste indicazioni; ed è per questo che mi sono trovato subito a mio agio in Stamperia…Ricordo che lei è quasi sempre silenzioso ma questo silenzio non mette soggezione, anzi…Un senso di pace, di tranquillità avvolge questo luogo magico, e lei sa mettersi in ascolto dell’altro per coglierne le richieste; le sue osservazioni, pronunciate sempre per migliorare, valgono poi più di tante letture critiche, di tante valutazioni sommarie… la perspicacia -un modo per afferrare le cose al volo-diminuisce le distanze e crea dei momenti di vera telepatia…”
Corrado Albicocco: “Si, in molti mi hanno parlato di questo serenità (che a volte è solo apparente), ma è un modo per studiare meglio la tecnica, per prendere le misure, capire come agire rispetto a un progetto…Approfondire le intenzioni di un artista, che attraverso il bozzetto o il disegno terminatomi consegna e spiega le sue intenzioni grafiche, la sua identità.” Intanto con occhio curioso, oserei dire rapace, lo Stampatore scruta il lavoro di un artista appeso con una cornice al muro individuandone i punti di forza e di debolezza…
Lorenzo Vale: “per quanto riguarda il suo lavoro di stampatore sono rimasto molto colpito dal fatto che lei si muova all’interno di un di un “territorio” che spazia da Morandi fino ad arrivare a Kounellis, comprendendo modi e stili anche molto diversi. Credo che questo non faccia che confermare la sua intenzione di far emergere la componente grafica anche in artisti che in un primo momento, ad un occhio distratto, possono sembrare lontani da questo mondo.“
Corrado Albicocco: “quando Kounellis dopo aver esplorato la natura delle cose realizzando un’opera che acquista valore nello spazio tornaal momento grafico con la disciplina del disegnatore, le sue installazioni acquistano una nuova veste. Questo grande artista torna alla pittura e alla grafica in modo semplice, organico;e quando si lavora nel momento pratico (fare calcografia, fare l’incisione) bisogna essere per forza anche tecnici; sapere come reagisce l’acido,i tempi di immersione, le morsure, le coperture… Mi interessava questo…
E sicuramente anche per Zigaina l’incisione è stata importante quanto la pittura… Un aspetto della sua creatività multiforme veniva fuoriproprio nelle acqueforti, che dimostravano la sua grande sensibilità grafica… Per me lui era proprio un pittore-grafico (non hamai rifatto un disegno o un’incisione a partire da un quadro… non credo che a lui interessasse questo.”
Lorenzo Vale: “mi sono innamorato dell’incisione perché mio papà aveva proprio delle acqueforti di Zigaina che erano state stampate qui; io le vedevo appese, incorniciate, e da bambino tentavo di riprodurle con la china; poi, all’Accademia di Belle arti di Venezia, ho intuito che si poteva fare anche con l’acquaforte.
Il passaggio successivo è stato quello di venire qui,qui in Stamperia dove ho potuto conoscere dal vivo anche dei grandi pittori -oltre a Zigaina- come Carlo Ciussi, Franco Dugo, o Safet Zec che per me sono importanti; Zec è un modello vicino alla mia poetica (le nature morte, gli alberi…):anche lui ha studiato tanto per migliorare il suo talento innato per il disegno. Ricordo la lastra che mi ha mostrato su Rembrandt, mi è rimasta impressa: c’è uno studio sul grande artista olandese e anche il desiderio di lanciare una sfida al mondo!”
Corrado Albicocco: “in realtà lui ha voluto fare un omaggio, un gesto di riconoscimento nei confronti di Rembrandt, il più grande incisore di sempre, ma ha anche dimostrato che con il lavoro e la passione i sogni si possono realizzare. Io l’ho visto iniziare questa lastra, e le sue mani correvano veloci a inseguire le forme riprese dal modello con una semplicità disarmante… Un vero talento!”
Lorenzo Vale: “a volte il disegno risulta difficile, e nel tempo ho compreso come nell’arte (che, se composta per figure è rappresentazione, illusione) nonsi possa fingere; la complessità nella realizzazione di un volto, delle mani, delle parti del corpo umano possono portare talvolta a momenti di scoramento, ma la sfida è arrivare al termine del lavoro, anche cambiando prospettiva…
Devo confidarle però che mi sono servito dell’incisione anche per riprodurre i miei quadri, un po’ come faceva Durer nel Rinascimento (o come il Raimondi per Raffaello), con il proposito di diffondere la mia opera, renderla più popolare.…Mi piacerebbe essere però più competitivo, ma scopro di non reggere l’agonismo, e per questo cambio spesso strategia, mi muovo, cambio registro, per evitare che le mie idee si fossilizzino in un cliché… Non vorrei essere ricordato come “Il pittore degli animali” per esempio…”
Corrado Albicocco: “secondo me invece hai sfruttato poco le tue intuizioni…Perché ti sei fermato a una sola lastra del “Lungo Viaggio” (quell’incisione dove compariva l’Albero che Velasco scelse per l’esposizione “La teoria delle Impronte” a Bellano), o dell’altra con i volti (“Omaggio a Ensor”)? Dovresti approfondire questi progetti declinandoli in un paio di cicli almeno, rafforzando l’uno o l’altro aspetto grafico… Ti ricordo che Giuseppe Zigaina, per esempio, incidendo il soggetto “Mio padre l’Ariete” ha deciso di moltiplicarlo in molte serie che lo stesso ha fatto Emilio Vedova con il ciclo degli “Oltre”… Anche tu dovresti in qualche modo allargare i tuoi soggetti ad altre immagini simili, senza cambiare soggetto così velocemente…” E la sua prontezza di riflessi è quasi palpabile, nell’indicare un’acquaforte del Maestro in un catalogo che prende dal tavolo”
Lorenzo Vale: “ma siamo sempre in tempo! Cambio i temi, non mi fermo allo stesso modello perché ho paura di non riuscire a creare tutto quello che ho in mente (la chiami fantasia, immaginazione, visione interiore) ed è tanto; è una sfida che porto al foglio bianco, che già contiene in nuce tutto quello che farò. Penso di avvicinarmi in questo a Michelangelo, e il paragone con il Neoplatonismo non mi pare insensato: c’è un’idea che hai nel cervello e il prodotto grafico o pittorico deve avvicinarsi a quella…La riflessione che a partire da un ricordo ti porta a comporre un progetto parte da lontano e, c’è da dire, ci vuole uno sforzo potente perché si avvicini all’idea, e molto lavoro…Nei concorsi d’arte, poi, così importanti, vitali per un artista, per tentare di colpire nel segno si realizzano opere che sembrano lontane dalla ricerca di quel momento (mi è capitato con l’Angelo Bianco che era influenzato più da Picabia che da Goya…)… Ne risulta, per quanto mi riguarda, una lotta interiore che emerge raramente nelle incisioni, ma che lascia a volte sfiduciati; lei è pessimista?”
Corrado Albicocco: “a volte mi sento pessimista, ma c’è dentro di me una grande voglia di migliorare…Una fiammella sempre accesa che mi porta a guardare avanti con fiducia…io ho sempre un grande desiderio di perfezionare il mio mestiere … E in questa volontà di migliorare c’è un ottimismo di fondo; per me è ogni volta è una sfida– il tempo impiegato per fare qualcosa di bello è lo stesso che si impiega per realizzare qualcosa di brutto, e allora… Vorrei vedere cosa fanno gli altri stampatori, essere testimone delle loro scelte, conoscere da vicino i loro segreti …
Ma non solo degli stampatori, ma anche degli artisti…Tu quando incontri un artista, ed entri nello spazio sacro del suo studio, devi osservare tutto in quel luogo, dai libri che ha, agli oggetti che contiene, se è o non è ordinato; devi sentire l’odore che emanano i quadri, le vernici…
Desidero farti un esempio a questo proposito: le opere straordinarie che escono dalla mente creatrice di Luca Pignatelli derivano anche dalle meraviglie che con passione e sensibilità sa collezionare e custodire nel suo atelier.”
Lorenzo Vale: “Ho ammirato le incisioni di questo artista, come quelle di Massagrande e Velasco… Ed è qui, in Stamperia, che ho formato il mio gusto per la grafica…”
Corrado Albicocco: “ti ho osservato guardare con attenzione i fogli degli altri artisti chiedendomene conto, e questa tua passione per l’arte, così vera e profonda, mi ha colpito…Conoscere in profondità i segreti della tecnica incisoria e pittorica ti darà poi modo di sviluppare le intuizioni che hai… Ma devi essere sempre preparato, scoprire ogni giorno con entusiasmo qualcosa di nuovo, e amare quello che fai…”
Corrado ha effettivamente osservato con attenzione il avoro di Lorenzo e ne ha carpito diverse informazioni, traendone riflessioni di ordine artistico e tecnico. Lorenzo sa che non tutto quello che il Maestro ha visto in quelle incisioni diventerà occasione di dialogo, e che i prossimi appuntamenti saranno magari privi di domande e risposte, ma pregni di autentica devozione verso il lavoro artistico.
Di questo incontro, di questa visita alla Stamperia non rimane una foto, ma un ricordo che vibra nell’anima del pittore come fiamma:un ricordo per immagine, come capita agli artisti: il ricordo che ritrae entrambi davanti al tavolo, ad osservare un disegno.
Quando si congeda infatti Lorenzo Vale ha riposto la penna che ha usato per annotare questo dialogo su un taccuino rosso e chiede a Corrado Albicocco di preparare una lastra di zinco che verrà coperta con la cera.
L’artista vi inciderà un albero, nei rami del quale sono appesi alcuni animali: due Panda, nello specifico, che giocano e che guardano in volto l’osservatore, richiamando la sua attenzione, quasi a volerlo far entrare nell’opera. A giocare.
Corrado Albicocco a proposito della grafica di Lorenzo Vale, testo pubblicato in Catalogo, 2021